
Che cos’è la Boxe Libre? Origini, principi e regole
Nata a Marsiglia nel 1993, la Boxe Libre unisce colpi, lotta, proiezioni e sottomissioni, con la giacca del kimono sul tatami.
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La Boxe Libre è un’arte marziale ibrida creata nel 1993 a Marsiglia da John Lelong. Si colloca all’incrocio tra arti marziali tradizionali, sport da combattimento e difesa personale.
Quattro famiglie di tecniche
La disciplina segue quattro principi: percussione, presa, proiezione e sottomissione. Si colpisce con piedi, tibie, pugni, avambracci, gomiti e ginocchia. Si afferra, si lotta in piedi, si proietta, poi si può cercare una leva o uno strangolamento.
Una divisa e un contesto riconoscibili
I combattenti indossano la giacca del kimono, con o senza maniche, e combattono sul tatami. Il tempo di combattimento a terra è limitato, così lo scambio in piedi resta in primo piano.
Due modi di combattere in gara
La Boxe Libre educativa punta sull’apprendimento e sul contatto controllato. La Boxe Libre amatoriale è più intensa. In entrambi i casi le categorie dipendono da età e peso, e le protezioni sono obbligatorie: casco con visiera, paradenti, guanti a dita libere, parastinchi e conchiglia.
Perché «libre»?
Perché ogni praticante costruisce il proprio stile a partire dagli strumenti che gli vengono trasmessi. Regole, divise e gradi restano comuni a tutti i club.
Per approfondire: Che cos’è la Boxe Libre?